Museo della forgiatura
La lontananza del paese dalla vita e dalle abitudini cittadine ha contribuito a far sì che la tradizione si sia in qualche misura conservata fino ad oggi. In passato, la lavorazione del ferro era l’arte che più caratterizzava il paese. Parte di questi ricordi è conservata nel Museo della Fabbri, che ha sede nell’edificio della canonica nel centro del paese.
LA FABBRICA DI FERRO DI LOKOVEC
L’origine della lavorazione del ferro a Lokovec è legata alla produzione di chiodi, che si ritiene sia giunta in questa zona da Kropa passando per Gorenja Trebuša e Vojsko. Se ci basiamo sull’opera di Pregl Tolminci, che descrive la rivolta di Tolmin del 1713, possiamo affermare che questo settore economico fosse già sviluppato a Lokovec 300 anni fa.
La prima cooperativa
Su iniziativa di Janez Klanjšček, all’epoca curato a Lokovec, il 25 agosto 1912 fu fondata una cooperativa di fabbri. Si trattò della prima forma di organizzazione della lavorazione del ferro a Lokovec. Ricevettero sostegno dall’Ufficio centrale per la promozione dell’artigianato di Vienna, dall’Istituto per la promozione dell’artigianato di Gorizia e dall’Unione delle associazioni economiche di Gorizia. Il compito principale della cooperativa era quello di promuovere l’artigianato locale della forgiatura, vendere i prodotti e rifornire i fabbri di materie prime. In quel periodo si instaurò anche una collaborazione tra la Prima Industria dei Chiodi e del Ferro di Kropi e Podnart.
Il periodo della Prima guerra mondiale e gli anni successivi
La tempesta della guerra ha investito anche questa parte dell’altopiano di Banjšice. Nel 1917 ben 140 famiglie furono costrette all’esilio, mentre 317 uomini furono chiamati alle armi. Dopo la guerra, questo territorio passò sotto il controllo dell’Italia. Sebbene per i fabbri fosse molto più facile procurarsi le materie prime – poiché il ferro, l’acciaio di varie qualità, boccoli in ottone e vari utensili direttamente sulla linea del fronte, la lavorazione del ferro subì comunque un declino, poiché l’Italia era già ben rifornita degli articoli prodotti dai fabbri di Lokovec e disponeva di una produzione meccanizzata già sviluppata.
Dopo la prima guerra mondiale, i fabbri attrezzarono le loro fucine con gli utensili che trovarono nelle fucine abbandonate di Polje, utilizzate dai fabbri durante la guerra.
FORGIATURA DI UTENSILI DA TAGLIO
I fabbri di Lokovec si sono distinti soprattutto per la forgiatura di utensili da taglio. Una grande varietà di cesoie, coltelli, asce, seghe a mano e, soprattutto, trapani erano prodotti molto ricercati. I venditori ambulanti li commercializzavano in tutte le fiere della zona, ma anche in località più lontane e persino a Vienna.
Durante la Seconda guerra mondiale e negli anni successivi
Tra il 1941 e il 1943, i fabbri più giovani furono mobilitati nell’esercito italiano oppure decisero volontariamente di unirsi ai partigiani. Dopo la capitolazione dell’Italia, la maggior parte dei giovani di Lokovec faceva parte dei partigiani. In quel periodo alcune fucine si trasformarono in armerie clandestine. Riparavano armi da fuoco e fabbricavano ordigni esplosivi.
Al termine della guerra, il 9 ottobre 1946, il Comitato popolare locale di Lokovec fondò l’Impresa di fabbro. I fabbri lavoravano nelle proprie case, mentre l’impresa si occupava dell’acquisto e della vendita dei prodotti. Forgiavano principalmente chiodi e punte da trapano. Erano collegati alla Cooperativa agricola, che aveva sede a Močile, a Čepovan. Alla sua fondazione, la cooperativa contava 35 soci, mentre l’anno successivo ne contava già 63 provenienti da tutta la zona di Lokovec. Ben presto, però, 18 soci di Gorenji Lokovec si resero indipendenti e si unirono alla Sezione dei fabbri della Cooperativa agricola di Gorenji Lokovec. La rete di vendita era molto poco sviluppata e gli ordini andavano diminuendo. Nel 1952, nella cooperativa erano rimasti solo 12 fabbri.
NUOVA GAMMA DI PRODOTTI
Il periodo di massimo splendore
Nel 1951 giunse in paese l’ing. Milko Bremec, decano dell’industria metallurgica slovena. Le sue radici lo condussero sull’altopiano: il suo bisnonno, infatti, era originario di Gorenji Lokovec, presso Klanfar. Si familiarizzò con il lavoro e i prodotti dei fabbri di Lokovec e ben presto li affiliò all’allora Associazione dell’industria metallurgica e della forgiatura della Repubblica Popolare di Slovenia (LRS), successivamente ribattezzata Fužinar. Sotto la guida dell’ing. Milko Bremec, la situazione della cooperativa migliorò notevolmente e negli anni successivi la falegnameria di Lokovec conobbe il suo massimo splendore. Il mercato si estese all’intero territorio dell’allora Jugoslavia, mentre la vendita dei prodotti e l’approvvigionamento delle materie prime erano ben organizzati. L’ing. Milko Bremec elaborò un nuovo programma produttivo, incentrato principalmente sulla produzione di una vasta gamma di punte da trapano, mentre i chiodi furono eliminati dal programma. Le commesse più consistenti e l’espansione della produzione richiesero anche nuovi spazi. Per consentire il funzionamento della cooperativa, nel 1955 il Comitato popolare comunale cedette l’ex casa Vendramin, in via Lokovec 83, ma anche questa divenne troppo angusta. Così, accanto alla casa sorsero delle aggiunte, che negli anni successivi i fabbri realizzarono con il proprio lavoro volontario. L’edificio assunse così l’aspetto di uno stabilimento industriale. Il numero dei soci della cooperativa aumentava di anno in anno. All’inizio del 1953 i soci erano solo 12, alla fine dell’anno già 30, nell’autunno del 1954 circa 50 e nel 1955 già 115.
Il 4 luglio 1978 fu inaugurato solennemente il nuovo capannone sul muro di Mokrin. Si trattò di un evento di straordinaria importanza, poiché il paese, oltre ai nuovi posti di lavoro, ottenne anche l’acquedotto e una strada asfaltata.
ORARI: è possibile effettuare una visita previo appuntamento
Centro del patrimonio tecnico
Presso il Centro del patrimonio tecnico è possibile visitare la mostra «Cento mestieri e una sola miseria» e la galleria con mostre temporanee.
ORARI:
Sia il Centro del patrimonio tecnico che il Museo della forgiatura aprono su prenotazione.
Per i gruppi organizzati offriamo un programma guidato.






